Faccio BuonoFaccio Buono

by angelo

L’etichetta alimentare è uno strumento fondamentale che consente al produttore di presentare un alimento e al consumatore di conoscere tutto ciò che è contenuto in quel determinato prodotto.

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Potremmo definirla una vera e propria carta d’identità che è importante leggere e saper leggere.
L’etichetta, trattandosi di un obbligo di legge, deve rispettare regole precise sia per quando riguarda le informazioni sia le modalità con cui queste sono riportate.
Per chi opera nel settore alimentare è di grande aiuto avere a disposizione un software gestionale, com’è FaccioBuono, in grado di creare in automatico un’etichetta perfettamente in linea con quanto richiesto dalle direttive, comprese le informazioni per il momento facoltative ma destinate a diventare a breve obbligatorie (etichetta nutrizionale).
Scopriamo, dunque, voce per voce cosa troviamo in un’etichetta alimentare.
• Denominazione di vendita, vale a dire il nome con cui è commercializzato il prodotto.
• Elenco completo di tutti gli ingredienti, riportati in ordine di peso decrescente. L’elenco deve comprendere, nel caso siano presenti, anche gli additivi alimentari tra cui coloranti, conservanti, edulcoranti, aromi…
• Allergeni, vale a dire quelle sostanze generalmente innocue che in alcune persone possono però scatenare intolleranze o reazioni allergiche. Dal 13 dicembre l’Unione Europea obbliga le imprese che operano nell’alimentare, preconfezionato e non, a indicare in etichetta gli allergeni. La normativa prevede che l’allergene sia indicato specificatamente con carattere e stile distinto rispetto agli altri ingredienti.
• Valori medi nutrizionali – contenuto calorico (energia), grassi, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, sale – espressi come quantità per 100 g o per 100 ml dell’alimento o per porzione. La presenza di informazioni nutrizionali sull’etichetta è di primaria importanza per un’alimentazione bilanciata e che apporti un valore energetico proporzionale al reale fabbisogno dell’organismo. La dichiarazione nutrizionale è per il momento facoltativa, ma diventerà obbligatoria dal 13 dicembre 2016.
• Quantità netta, cioè il peso del prodotto senza la tara. I prodotti che sono conservati in un liquido, come il tonno in scatola, devono riportare anche il peso sgocciolato.
• Data di produzione e di scadenza. Per i prodotti conservabili per meno di tre mesi la data deve indicare il giorno, il mese, e l’anno; per i prodotti conservabili per più di tre mesi ma per meno di 18 si deve indicare il mese e l’anno, mentre per gli alimenti conservabili per più di 18 mesi è sufficiente solo l’anno. Non è obbligatorio indicare la data di scadenza o il termine minimo di conservazione per i prodotti ortofrutticoli freschi, i vini, i superalcolici, il sale, lo zucchero e l’aceto.
• Sede dello stabilimento di produzione o confezionamento: indica da dove arriva il prodotto alimentare. Il nome del produttore e la sede dello stabilimento permettono di rintracciare la filiera del prodotto.
• Lotto di produzione. Il numero di lotto identifica gli alimenti prodotti nelle stesse condizioni ed è indispensabile per la rintracciabilità nel caso in cui sia necessario ritirare dal mercato i prodotti perché non conformi.
• Il logo dell’UE a forma di foglia per i prodotti biologici. Dal primo luglio 2012 è diventato obbligatorio apporre questo marchio comunitario su tutti gli alimenti biologici preconfezionati prodotti in Italia e negli altri Stati membri dell’Unione Europea. Sui prodotti italiani il codice di controllo deve essere preceduto dalla dicitura “Organismo di controllo autorizzato dal MiPAAF”; deve essere inoltre indicato il numero di codice attribuito dall’OdC all’operatore. Oltre al logo europeo, nell’etichetta può essere riportato anche il marchio di enti terzi privati che a propria volta certificano i produttori in regola.

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